Thornbird(23)



?Migliaia? risponde Dan senza distogliere lo sguardo dalla partita.

?Esatto.?

Kabir mi lancia un’occhiata. ?Ryan, dammi una mano. Vero o falso??

?Vero? rispondo senza esitazione.

?Traditrice.?

Gli sorrido. ?Scusa.?

?Te la faccio passare solo per quel sorriso. Sai che hai proprio un bel sorriso? Peccato che non possa chiederti di uscire insieme.?

Connor gli dà una pacca sul braccio. ?Piantala.?

Alzo un sopracciglio con una mezza risata. ?E perché no, scusa? Non che voglia incoraggiarti. Ti direi di no al cento per cento? gli assicuro. Mio zio ridacchia dalla poltrona reclinabile.

?Mi diresti di sì al cento per cento. Ma non posso chiedertelo perché il mio quarterback ha già marcato il territorio.? Mi lancia uno sguardo compiaciuto, che diventa subito affranto. ?Oh, aspetta, e poi sono fidanzato.?

Connor è piegato in due dalle risate. ?Non vedo l’ora di dire a Layla che ti sei dimenticato della sua esistenza.?

Kabir alza le spalle e mi fa l’occhiolino. ?So che sei delusa, Ryan, ma è giusto così. Non infrangerei il codice neanche se fossi single.?

Mio cugino gli tira un altro pugno sul braccio. ?Non esiste nessun codice. Ryan può uscire con chi le pare.?

?Certo che esiste? insiste Kabir. ?Adesso può uscire solo con Ev.?

Reprimo un sospiro, ma cerco di ignorare i battiti accelerati del mio cuore. Everett James è proprio incorreggibile, a quanto pare.

?Grazie, capo, ma penso proprio che deciderò da sola? taglio corto. Continuo a scorrere le foto, ancora con il sorriso sulle labbra, eliminando quelle che non mi piacciono.

?Quanti alberi? osserva Dan, che è appena passato dietro al divano. Si ferma per guardare meglio lo schermo. ?Aspetta, torna indietro. Questa è bellissima. Che uccello è??

Clicco sulla foto precedente: un uccellino dalle piume vivaci appollaiato su un ramo basso. Sullo sfondo, le Smoky Mountains.

La ingrandisco per studiarne i dettagli. ?? un picchio dorato.? Il corpo rosso e marrone con le piume screziate balza subito all’occhio. ?? della famiglia dei picchi. Si trovano spesso da queste parti, soprattutto in autunno.?

Si avvicina per osservare meglio la foto. ?Picchi, eh? Non sapevo fossero così colorati.?

?Già. E questi in particolare si nutrono a terra, un’abitudine rara. Sembra assurdo, ma adorano le formiche.?

Dan ridacchia. ?Come fai a sapere tutte queste cose??

Il mio sorriso vacilla. Per un attimo non rispondo. Guardo la foto: il picchio sgargiante contrasta con l’ombra che mi si insinua nel petto.

?Ehm... l’avrò letto da qualche parte? mento.

L’espressione di Dan si addolcisce. Sposta lo sguardo sui ragazzi, concentrati su altro, e poi di nuovo su di me. Ha capito. Tutti a Starling conoscono le casette per uccelli di Gabriel Thorn.

Chiudo il computer. ?Vado a vedere cosa sta facendo Jasmine.?

La decisione mi si ritorce contro perché, quando entro in camera, quello che vedo non mi piace. Per niente. ? distesa sul letto con il computer aperto, la luce dello schermo che le proietta un leggero bagliore sul viso. ? così assorta in chissà quale articolo del cavolo che non si accorge neanche di me.

Tamburella le dita sulla tastiera e scorre la pagina.

?Che fai?? le chiedo, anche se conosco già la risposta. Dal giorno della conferenza stampa ha avuto solo un pensiero: i corpi scomparsi. Ogni volta che siamo sole in camera, se ne sta al computer a cercare roba su Google.

Quando mi degna finalmente della sua attenzione, le brillano gli occhi. ?Okay, allora: la polizia ha cercato nel lago anni fa e non ha trovato nulla, giusto? Ma certa gente nei forum è ancora dell’idea che Zio Psycho abbia buttato i corpi lì. Alcuni dicono che non è saltato fuori niente perché il livello dell’acqua era...?

Si interrompe. Maggie è appena apparsa sulla porta.

Jasmine mi lancia un’occhiata significativa e io mi sforzo di non alzare gli occhi al cielo. Messaggio ricevuto, cugina. Mi ha già detto almeno un milione di volte che i suoi non devono sapere niente di questa storia della caccia al corpo. Non sono una che fa la spia, quindi ho tenuto la bocca chiusa. Per ora. Ma se la situazione dovesse degenerare, non mi farò scrupoli.

?Uffa, che vuoi adesso?? protesta con una smorfia rivolta a sua madre. ?Ho finito i compiti per domani, giuro.?

?Uffa? le fa il verso Maggie. ?Ma non vedo ancora quei vestiti nell’armadio.?

Alza un sopracciglio e indica il cesto della biancheria, pieno di vestiti piegati, ai piedi del letto di Jasmine.

?Lo faccio prima di andare a letto? promette lei in tono un po’ lagnoso.

?Oppure? risponde sua madre con un sorriso smagliante ?puoi farlo adesso.?

Nascondo un sorrisetto. Più passa il tempo, più mi sta simpatica. Jasmine è davvero impegnativa, con tutti i suoi melodrammi, ma Maggie sa tenerle testa.

?E va bene.? Sospirando, mia cugina chiude il portatile e salta giù dal letto.

?Brava.? Maggie annuisce soddisfatta e scompare in fondo al corridoio.

Non appena siamo di nuovo sole, però, Jasmine si allontana dal cesto della biancheria e si tuffa di nuovo dietro al computer. Sospiro. ? come un cane con un osso.

Impossibile distoglierla da quella ricompensa da un milione di dollari.

Quando mi accorgo che c’è una pila di vestiti puliti anche per me, mi sento in colpa e li metto subito a posto. Non sono abituata a farmi fare il bucato. A farmi preparare la cena. A essere accompagnata a scuola. La nonna mi ha insegnato a cavarmela da sola. Faceva la receptionist in una clinica femminile aperta giorno e notte, e quasi tutte le sere tornava a casa tardi.

E. Kennedy's Books