Thornbird(25)



?E se non ci riusciamo?? sussurro.

Mi stringe più forte. ?Ci riusciremo. Ma se non dovesse succedere, starai bene lo stesso, tesoro. Tua madre è con gli angeli, adesso, il che significa che veglia sempre su di te. ? ancora con te, anche quando non sembra.?

Le sue parole mi feriscono come solo la verità può fare. So che ha ragione, ma in questo momento mi sento come se avessi perso mia madre per la seconda volta.


La mattina dopo, sono tutti ammassati in cortile in attesa dell’inizio delle lezioni. Di solito saluto i miei cugini e mi avvio in classe, ma oggi sono troppo stanca. Non riesco a fare neanche un passo. Non vedo l’ora che finisca la settimana, e siamo solo al lunedì.

Io e Maggie ci siamo svegliate alle sei per perlustrare il sentiero alla ricerca del mio medaglione, ma abbiamo trovato solo terra, sassi e l’incarto di un cioccolatino Hershey’s Kisses che mi ha persino dato qualche speranza. Per poco non sono scoppiata a piangere quando ho scoperto che era solo una pallina di stagnola.

Maggie mi ha ricordato che, anche se mia madre è stata cremata, c’è comunque la sua lapide al cimitero di Starling. ?Hai un pezzo di lei anche lì? ha cercato di rassicurarmi. Ma non è la stessa cosa. Rivoglio il mio diamante. Rivoglio mia madre.

Continuerò a cercare la collana dopo la scuola. Lo farò ogni mattina, se necessario. Mi sento in colpa solo a pensarci, ma una parte di me continua a chiedersi se non l’abbia presa davvero Jasmine. ? solo che le piaceva un sacco. Ma non posso fare accuse del genere senza prove concrete. E poi nel tragitto da casa a scuola sembrava sinceramente dispiaciuta: mentre eravamo in macchina, mi ha accarezzato il braccio e mi ha promesso di darmi una mano a cercarla.

Ora sono immobile nel cortile della scuola. Mi sento sconfitta, demoralizzata. Avrei dovuto capire che non potevo tornare in questa città dimenticata da Dio senza farmi divorare dall’ansia. Mi ha travolto tutto in una volta: la collana scomparsa, quello psicopatico di mio padre, la conferenza stampa, i cadaveri, la ricompensa. Mille pensieri che mi girano nella testa, troppo veloci per poterli afferrare.

Poco più in là, Jasmine sta chiacchierando con Nikki e Gillian. Connor mi sta spiegando che il mese prossimo c’è una festa di Halloween a Nashville e che vorrebbe andarci con Sam, ma deve trovare il modo di farsi dare il permesso dai suoi. Lo ascolto solo per metà, sono troppo nervosa per concentrarmi. E adesso che ho visto un volto familiare dall’altra parte del cortile, l’ansia è davvero a mille.

? il Signor True Crime in persona, Logan Zellman.

Tra tutti quelli che ci sono, sta parlando proprio con Sofia. A giudicare dal linguaggio del corpo, la reginetta delle cheerleader è infastidita dal solo fatto di dovergli rivolgere la parola. Ha le braccia incrociate e lo guarda come fosse un insetto. ? circondata dalle amiche cheerleader, non meno sprezzanti. Alla fine si getta i capelli dietro le spalle e se ne va in tutta tranquillità. Le amiche la seguono come tanti anatroccoli.

Zed non si scompone. Fa per allontanarsi, ma incrocia il mio sguardo.

Che palle. Mi ha visto.

?Ryan, ciao? esclama. Un sorriso gli illumina il volto.

Lo sguardo di Connor si sposta su di me. ?Tu e Zellman siete amici??

?Per niente.?

?Meglio.? Le sue labbra si incurvano in una smorfia. Il che è sconvolgente, da parte sua. ? la prima volta che Connor, sempre così rilassato e cordiale, sembra detestare sinceramente qualcuno. ?Zed e il suo fan club di Thorn sono degli stronzi maniaci. Non assecondarlo, fidati. E non ti dico neanche come sono gli altri: qualche estate fa, un gruppo di sfigati in fissa col true crime si è appostato nel giardino di casa nostra.?

Sgrano gli occhi. ?Perché??

?Una specie di protesta del cavolo. Erano convinti che i miei stessero nascondendo qualcosa sugli omicidi e non volevano andarsene finché non confessavano. Lo sceriffo li ha mandati via, ma abbiamo avuto una pattuglia nel vialetto per un mese intero, per tenerli lontani.?

Dall’amarezza delle sue parole, capisco quanto sono stata fortunata ad andare in Pennsylvania dalla nonna. Lì ero anonima, invisibile, lontana dal clamore del caso e dall’ossessione che lo circondava. La nonna non parlava mai né di mio padre né degli omicidi. Ad Allentown nessuno sapeva cos’era successo, e a nessuno fregava niente.

Invece gli Shipley...

Mi sento in colpa per loro. Io sono la figlia di Gabriel Thorn, eppure sono stati loro, che non avevano niente a che fare con quel mostro, a subirne le conseguenze, a dover affrontare le domande e i sospetti per tutti questi anni.

?Ottimo, sta venendo qui? mi avvisa Connor a denti stretti.

Come previsto, Zed e le sue Converse consumate si avviano verso di noi. Ma è all’altra mia cugina che sta puntando.

?Jazzy? la chiama, irritato. ?Potresti dire a Sofia che la parola chiave del concetto “comitato dell’annuario” è proprio “comitato”? Significa che le decisioni non vengono prese da una persona sola.?

Lei continua a camminare, imperterrita. ?Te l’abbiamo detto chiaro e tondo: non useremo il tuo stupido medley classic rock per l’audio? taglia corto senza neanche girarsi.

?Okay, ma non c’è bisogno di essere scortesi? ribatte Zed, voltandosi verso me e Connor.

?Sei nel comitato dell’annuario?? chiedo. ? più forte di me. Non ce lo vedo proprio a impiegare il suo tempo in un progetto di scuola.

?Mi serviva qualcosa da mettere nella domanda di ammissione all’università, ed era l’unica attività extracurricolare che non mi facesse venire voglia di uccidermi? mi spiega con un’alzata di spalle.

E. Kennedy's Books