Thornbird(31)
Finisco il muffin, butto la carta e attraverso la strada per tornare in centro. Questa zona non mi dispiace affatto. ? proprio carina: ci sono lampioni vecchio stile con le bandiere americane, panchine e recinzioni intorno agli alberi. Una piccola fontana nella piazza principale, di fronte alla torre dell’orologio, e la statua di un generale della Guerra civile che non riconosco. Sto giusto cercando di decifrare il nome sulla targa quando mi arriva una notifica.
Un messaggio di Everett.
Everest: Quanto sei figa oggi.
Mi sento avvampare. Odio che abbia quest’effetto su di me. Tra tutti quelli che mi potevano capitare, proprio il quarterback. Almeno Marco aveva la decenza di non essere il re della scuola. Potevamo uscire tranquillamente e nessuno sentiva la necessità di parlarne.
Everest: Volevo dirtelo a lezione, ma in pratica hai fatto i salti mortali per evitarmi.
Ha ragione. Lo stavo evitando.
Rimetto il telefono nella borsa senza rispondergli e passo davanti ai negozi di antiquariato e seconda mano, che sono più nel mio stile. Mi ha sempre affascinato l’idea di dare una seconda vita a certi oggetti.
Maggie è fuori da Starbucks, presa dal telefono. Riprende a parlarmi del lavoro e aggiunge che, se fossi interessata, potrei anche aiutarla con le visite. Mentre parla, un uomo spunta da un negozio davanti a noi. ? alto, ha i capelli neri e due penetranti occhi azzurro ghiaccio. Ci fa un cenno con la mano e si dirige proprio verso di noi. Non so chi sia ma, più si avvicina, più ho la sensazione di conoscerlo.
?Maggie, come va?? Il suo sorriso mi sembra un po’ forzato.
?Tutto bene, JP.? Mia zia mi sfiora il braccio. ?Lei è Ryan, mia nipote. ? appena venuta a vivere da noi.?
?Ah, Ryan. Finalmente ti conosco. Mio figlio ti ha nominata un paio di volte.?
Suo figlio? All’improvviso scatta qualcosa e vedo finalmente la somiglianza. Aveva un’aria familiare perché è uguale a Everett. ? suo padre.
Gli rivolgo un sorriso educato. ?Piacere di conoscerla.?
?Dan come sta? Tutto bene?? chiede a mia zia. Ecco che si irrigidisce ancora.
?Benissimo.?
Lo sguardo di JP scivola su di me. ?Io e tuo zio abbiamo fatto le superiori insieme. Ci conosciamo da una vita.?
Annuisco imbarazzata. C’è una strana tensione, adesso che ha nominato Dan. Magari non vanno d’accordo, chissà.
?Allora, Ryan, ti piacciono i cani??
Il brusco cambio di argomento mi prende alla sprovvista. ?I cani? Di una razza particolare, o in generale??
Adesso JP sembra più rilassato. Entusiasta. ?Gestisco il rifugio per animali qui a Starling? mi spiega. ?Un paio di mani in più servono sempre, e ai cani non farebbe male uscire più spesso o ricevere più attenzioni. Quindi sono sempre a caccia di volontari.?
?Oh. Figo. Sembra bello, in effetti? rispondo, e non solo per educazione.
Adoro i cani. Ne ho sempre voluto uno, ma la nonna era molto allergica. E mi sa che l’ha passata a Maggie, perché i cani sono bannati anche da casa loro. Jess ha un golden retriever, un cagnone grosso e un po’ scemo che mi veniva in braccio e mi faceva morire dal ridere. Uff, mi manca Taco.
?Fantastico!? esclama JP. ?Passa quando vuoi, allora. Ai cuccioli non dispiace mai un po’ di compagnia.? Fa un cenno a mia zia. ?? stato bello vederti, Maggie.?
Fa per andarsene quando Nikki ci raggiunge con passo deciso e un’espressione severa in volto.
?Papà, andiamo o no? ? un’ora che aspetto.?
?Scusa, tesoro? si giustifica lui. ?Stavo solo salutando.?
Nikki incrocia le braccia e non ci degna di uno sguardo, anche se è perfettamente consapevole della nostra presenza. ?Beh, hai finito di salutare o prendo il sacco a pelo e mi metto comoda sul marciapiede? Perché mi sto annoiando a morte, cazzo.?
La tensione sale alle stelle. Il tono di Nikki è duro, gronda rabbia. Mi fa venire la pelle d’oca. Cavolo, mio padre è un serial killer e comunque non gli mancherei mai di rispetto in quel modo.
Le labbra di JP si serrano appena, ma non risponde. Mette su un sorriso forzato e si gira verso di me. ?Arrivo subito? le dice.
?Grazie a Dio.? La figlia fa un sospiro e se ne va.
?Vi chiedo scusa, davvero.? Le lancia uno sguardo. Nikki si è fermata davanti al pickup rosso parcheggiato poco lontano. ?Sta passando un periodo difficile.? A sentirlo sembra tranquillo, ma la stanchezza nei suoi occhi è evidente.
Maggie annuisce, comprensiva. ?Le ragazze di quell’età sono un bel guaio.?
Rientro nella categoria, è vero, ma non posso darle torto. Dev’essere un incubo crescere due adolescenti come Nikki e Jasmine.
JP si massaggia la nuca con un sospiro. ?Comunque, Ryan, se ti va di passare al rifugio sei sempre la benvenuta. Scusate ancora per Nikki.?
Ci lancia un ultimo sguardo dispiaciuto e raggiunge la figlia, che intanto sta battendo il piede con impazienza. Un po’ mi dispiace per lui, Nikki James è proprio un bel tipetto. La ragazza più viziata che io abbia mai visto.
E qualcosa mi dice che Maggie è d’accordo con me. Infatti abbassa la voce e mormora: ?Di tutte le migliori amiche che Jazzy poteva scegliere...?
Nascondo un sorriso. ?Non ti sta molto simpatica, eh??
?Perché, a te sì??
Provo a trattenere una risata, ma non ci riesco. ?Per niente.?
?Per fortuna Gillian è un tesoro. Almeno c’è lei a compensare.? Ride insieme a me e sposta lo sguardo sul telefono. ?Jazzy vuole una mano a scegliere gli orecchini. Vieni con me o esplori ancora un po’??