Thornbird(35)
Faccio finta di niente. ?Quindi, ehm, che piani hai dopo il diploma??
Everett si schiarisce la gola e si passa una mano tra i capelli. Non è la prima volta, e inizio a pensare che lo faccia quando si sente insicuro. ?Ehm, io? Voglio andare in Alabama. Per il football.?
?Davvero??
?Già, ho vinto una borsa di studio? mi spiega con un’umile alzata di spalle. ?E tu??
?L’università non fa per me. Viaggerò, credo.?
?Torni in Europa?? Sembra molto interessato alla questione. A me. ? una novità così piacevole, rispetto a Marco, che mi ritrovo a sperare che non finisca qui.
?Sto pensando di girare il Paese con la macchina fotografica. Vedere dove mi porta il vento.?
Rimane a guardarmi con aria un po’ sorpresa. ? snervante.
?Che c’è??
?Niente. Scusa. Pensavo solo che sei una grande. Anch’io vorrei avere tutto questo coraggio.? Si ferma di nuovo, sbarrandomi la strada. ?Anche se, forse, non sei poi così coraggiosa.?
Lo guardo con diffidenza. ?Che intendi??
?Beh, se lo fossi fino in fondo, domani sera usciresti con me. Vuoi girare l’America, no? Perché non inizi da Starling, in tutto il suo splendore? Giuro che ti porto nel posto più figo della città.?
Non sono convinta. ?Sarebbe??
Con una mano, si chiude le labbra e butta via la chiave. Gli lancio un’occhiataccia.
?? un sì??
Passano alcuni secondi, e solo allora borbotto qualcosa. Non sarà la risposta più entusiasta del mondo, ma se la farà bastare.
?Come vuoi.?
13
Il ponte
?DEVI raccontarmi tutto!? mi supplica Jasmine la sera dopo, mentre mi raccolgo i capelli con una pinza davanti allo specchio di camera nostra. ?Dov’è che vuole portarti??
Alzo le spalle. ?Non me l’ha detto.?
?Al lago, sicuro. Ci vanno tutti per farlo.?
?Non ho intenzione di farlo con lui.?
Si butta sul letto e si gira a guardarmi. ?Certo. Come se potessi resistere.?
Non voglio neanche pensarci. Sono già nervosa così.
Studio il mio riflesso. Mi sento troppo finta, un inganno in piena regola. In quale universo questo appuntamento è una buona idea? Non gli sto nascondendo solo un segreto, ma tutta la mia vita. Le relazioni basate sulle bugie falliscono sempre. D’un tratto, rimpiango di aver accettato di uscire con lui. Sono stata una stupida a credere che questa storia potesse finire bene. ? come tenere in mano una fragile sfera di vetro: vedi una piccola crepa che si allunga, ma cerchi di convincerti che non andrà in frantumi.
Solo che tutte le cose vanno in frantumi, prima o poi.
Mi sistemo i capelli con le mani che tremano. Gioco con l’anello d’argento che porto al dito, spinta dal nervosismo, ma serve solo a ricordarmi per l’ennesima volta che ho perso la collana.
?Stasera esci?? chiedo a Jasmine, nella speranza di distrarmi.
?No. Io e Con rimaniamo a casa per buttare giù una mappa.?
?Una mappa di cosa??
Mi pento subito di averglielo chiesto, perché risponde: ?Possibili luoghi di sepoltura?.
Merda. Speravo che avesse rinunciato alla sua stupida missione.
?Non pensavo che li stessi ancora cercando? osservo con cautela.
?Non abbiamo neanche iniziato. Adesso stiamo solo facendo un piano. Ho passato in rassegna tutti i siti true crime, guardato ogni singolo video. Ho letto la confessione e la trascrizione dell’udienza in cui hanno condannato Zio Psycho. Persino le lettere che ha scritto alla figlia dal carcere. Dio, Ryan, dovresti leggerle. Ce n’è una in cui sembra sotto l’effetto di acidi o roba del genere. Dice un sacco di cose senza senso per convincerla che non ha violentato quelle donne.?
L’ennesima stretta allo stomaco. E questa volta non ha niente a che fare con l’appuntamento.
?Cioè, quella è mia cugina? aggiunge, dal nulla. ?? da quando ho iniziato a leggere del caso che non riesco a smettere di pensarci, capito che intendo? Io e Con abbiamo una cugina che non abbiamo mai conosciuto. Mamma ha detto che è stata adottata dopo la morte di zia Sarah. E poi puff! Sparita nel nulla.?
Adesso sto per vomitare sul serio. Faccio un respiro profondo, riempio i polmoni di ossigeno e spero che mi aiuti a calmare la nausea, il senso di colpa che mi brucia lo stomaco.
Jasmine nota la mia espressione e mi fa un sorrisetto ironico. ?Scommetto che sei contenta di essere parente di papà, eh? La famiglia di mia madre non ci sta con la testa.?
Voglio assolutamente chiudere questa conversazione, e infatti tento un gesto disperato: le chiedo un parere sui vestiti.
?Così come sto?? Mi sistemo la camicia di flanella.
?Male. Scopri almeno un po’ di pelle.?
Ormai dovrebbe conoscere il mio stile: jeans strappati, camicie di flanella, felpe col cappuccio, crop top e anfibi. E non mi sembra che a Everett dispiaccia, anzi. Seguo comunque il suo consiglio e sbottono la camicia a rivelare il top e un filo di pancia. ?Contenta??
Se anche fosse, non lo dà a vedere. Quando suona il campanello, corre ad aprire la porta.
La raggiungo. Lei e i miei zii chiacchierano in salotto con Everett come fosse il sesto membro della famiglia Shipley. ? chiaro che gli vogliono bene. In più, ha un fascino del tutto naturale. A cena erano entusiasti quando ho detto che uscivo con lui. A quanto pare la loro rigida politica in fatto di appuntamenti vale solo per i gemelli, il che è un sollievo. Non ho alcuna voglia di farmi fare la predica. Le uniche risposte sono state: ?? proprio un bravo ragazzo? da Maggie, e ?Non sai come gioca a football? da Dan.