Thornbird(67)



Zigolo indaco.

Dendroica delle magnolie.

Fringuello viola.

Perché era così fissato con quegli uccelli del cavolo? Qualunque cosa volesse dire, non poteva dirla e basta, maledizione? Doveva proprio nascondersi dietro enigmi e frasi senza senso?

Non metto piede nella baita da quando avevo sette anni. Chissà cosa ci troverò. Chissà se quelle quattro mura mi sembreranno familiari o estranee. Appena arrivo davanti alla casa grande, però, capisco che stamattina non troverò un bel niente.

C’è una dozzina di macchine parcheggiate sullo spiazzo di ghiaia, alcune rivolte verso il prato. Non vedo la Jeep gialla di Zed. Almeno un lato positivo.

Osservo la scena a bocca aperta: un branco di perfetti sconosciuti ficca il naso intorno alla casa, alcuni nel cortile e altri sotto ciò che rimane del portico. Gli idioti attratti dal true crime e dalla ricompensa sono arrivati, e sono insaziabili. La prospettiva di vincere un milione di dollari alletterebbe chiunque, suppongo, ma qui siamo ben oltre i limiti della legalità.

Si può sapere perché la polizia non li ha ancora arrestati per violazione di domicilio?

E come faccio a decifrare la lettera di mio padre con tutta questa gente in giro?

Trattengo un lamento. Evito gli sguardi curiosi rivolti al mio parabrezza, faccio inversione e me ne vado.

Maledizione.

Devo trovare il modo di entrare nello studio senza tutti questi occhi indiscreti. Le risposte sono lì. Me lo sento.

Stanotte, decido. Ci torno stanotte. Con il favore del buio, sarà più facile aggirare i ?detective di internet?, come li chiama mia zia. Conosco questi boschi come le mie tasche. Quando ci sono tornata la prima volta, ogni singola pianta e casetta per uccelli era già impressa nella mente.

Svolto in direzione del centro di Starling, non verso casa. Non me la sento di affrontare i miei zii, ora come ora.

Parcheggio davanti alla tavola calda. Sono solo le otto, ma i clienti abituali stanno già facendo colazione. Sto giusto per scendere dal pickup quando mi arriva un messaggio.

Mi irrigidisco all’istante. Non ne posso più di sentire la vibrazione e non sapere se troverò un messaggio innocente da un amico o una nuova minaccia anonima.

Questa volta, non è né l’uno né l’altro.

Sconosciuto: Ciao, Ryan. Sono l’agente Foster, vorrei parlarti. Oggi sei libera? Ci vediamo per un caffè?



Fisso lo schermo. Di cosa vuole parlarmi? E come pensa di farlo, in centro a Starling, senza attirare l’attenzione?

Io: Se qualcuno ci vedesse sembrerebbe un po’ sospetto, no?

Foster: Sembreremmo solo due persone che prendono un caffè.

Io: Senta, ce l’ha scritto in faccia che è un agente dell’Fbi. Si è presentato in completo pure per una ?chiacchierata ufficiosa?.

Foster: Niente completo. Lo lascio al motel.

Io: Come vuole. Sto andando a fare colazione alla tavola calda. Se vuole raggiungermi, faccia pure. Ma non ho intenzione di aspettarla. Finisco di mangiare e me ne vado.

Foster: Arrivo subito.



All’entrata del locale mi scontro con Zed che sta uscendo. Fantastico. Deve aver parcheggiato la sua stupida Jeep in fondo alla strada. Se l’avessi vista, sarei scappata dall’altra parte.

Mormoro delle scuse al volo e cerco di superarlo, ma lui mi blocca.

?Ryan, ehi? mi saluta, sbarrandomi la strada.

L’ultima volta che abbiamo interagito fuori da scuola è stato quando Mar gliene ha dette quattro vicino ai binari, ma non mi sembra che se la sia presa.

?Ehi? rispondo. ?Come va, Zed??

?Di merda? si lamenta. ?Si è creato un casino allucinante per l’anniversario, non puoi capire quanto mi rompe. Prima avevo la casa di Thorn tutta per me. La polizia mi ha beccato un paio di volte, ma non è che venissero a controllare tutti i giorni. Adesso è un continuo. Mandano le pattuglie un giorno sì e l’altro pure per far sgomberare l’area. Così la gente non si accampa.?

Buono a sapersi. Magari entro stasera me li avranno tolti di mezzo tutti, dal primo all’ultimo.

Mi sento persino un po’ più rilassata. ?Si sono messi a scavare lì intorno??

?Già. Un gruppo del Nevada ha rivoltato tutta la zona nord-ovest. In realtà è un’ipotesi plausibile, considerando che è il punto più lontano dalla casa principale. Probabilmente Thorn non voleva che la famiglia lo scoprisse.?

Esita per un istante, e io aggrotto la fronte. ?Che c’è??

?Non hai proprio nessunissima informazione da darmi sugli Shipley? Perché...?

?Ci vediamo, Zed.?

Provo a superarlo, ma mi ferma di nuovo. ?Dai, aspetta. Lo sai perché te lo chiedo. La tua famiglia è l’unico legame rimasto con Gabriel Thorn. La moglie è morta. La figlia è stata data in adozione e i documenti sono riservati. Non sto dicendo che tu sappia qualcosa del caso, ma i tuoi zii sì. ? molto probabile, ammettilo.?

?Non sanno nulla.?

?Va bene. Tua zia no, magari? mi concede. ?Ma Dan Shipley nasconde qualcosa, quello è poco ma sicuro.?

?Del tipo??

?Non lo so. Qualcosa. Altrimenti, perché il test della macchina della verità è risultato inconcludente??

Mi irrigidisco. ?Eh??

?? vero. Hanno fatto entrambi il test, dopo l’arresto di Thorn. Maggie l’ha superato. Dan no.?

E. Kennedy's Books