Thornbird(70)



Lo odio. ?E poi che ci fai in piedi così presto? ? domenica.?

?Mah, vorrei tanto dirti che ho un appuntamento di prima mattina, proprio come te, ma preferisco rimorchiare dopo il tramonto.?

?Non era un appuntamento.?

?E allora cos’era? Ti ascolto.? Incrocia le braccia senza muoversi dal tavolo.

Vorrei cancellargli quell’espressione compiaciuta dalla faccia. Infilzo le uova e mi ficco un boccone enorme in bocca. Mastico in silenzio, gli occhi fissi su di lui.

?Come vuoi? si arrende. ?Tieniti i tuoi segreti, Ryan.?

Se solo immaginasse.

Faccio colazione in un silenzio di tomba, mentre lui sorseggia il suo caffè lanciandomi occhiate beffarde. Lo ignoro, sono troppo concentrata sul piano per questa sera.

Se esco di nascosto per tornare nella mia vecchia casa, mi tocca prendere di nuovo la macchina. Di giorno non sarebbe un problema – insomma, potrei inventarmi una scusa qualunque – ma a tarda notte? Se gli altri si svegliano e scoprono che non ci sono, si faranno delle domande.

Prendo un sorso di caffè e d’un tratto mi ritrovo a fissare Chase, seduto dall’altra parte del tavolo. ?Stasera ti va di uscire?? Glielo chiedo senza neanche rendermene conto.

Devo ammettere, però, che togliergli quell’espressione rilassata, anche solo per un istante, è una bella soddisfazione. ?Eh??

Alzo le spalle con nonchalance. ?Mi serve un passaggio a casa dei Thorn. Verso mezzanotte, direi.?

Mi fissa. ?Perché??

?Perché ci devo andare e basta.?

?Perché?? ripete.

Stringo i denti. Forse è stato un errore. Sono proprio sicura di volerlo coinvolgere in questa storia?

?? per la ricompensa?? insiste.

La scusa è perfetta e non me la faccio scappare. ?Ovvio. Allora? Ci stai??

Chase non si fida di me, ma la curiosità ha la meglio. Un secondo dopo, alza le spalle a sua volta e conclude: ?Va bene, chi se ne frega. Passo a prenderti a mezzanotte?.





29





Saper scegliere




TUTTI questi incubi hanno anche un lato positivo.

Jasmine non ne può più, tanto che ha iniziato a dormire con i tappi per le orecchie. Il che significa che non si gira nemmeno per sbaglio, quando mi alzo dal letto e mi infilo jeans e felpa. Una volta lontana da casa, accendo la torcia del telefono e corro fino alla fine del vialetto.

Chase sarà pure uno che non ama le regole, ma le mie le ha rispettate: lui e la sua moto sono rimasti ad aspettarmi alla cassetta della posta. Alzo il telefono su di lui, accecandolo con la torcia.

?Togli quel coso? si lamenta, schermandosi con la mano.

Gli faccio un sorrisetto. ?Oh no. Sei allergico alla luce, povero bimbo.?

Riesco a strappargli una mezza risata. Mi sembra il tipo di persona capace di ridere per qualunque battuta, anche se il soggetto è lui.

?Casco?? gli chiedo, senza perdere tempo. Stavolta ne ha portato uno in più.

Ignorando il nervosismo che mi attanaglia lo stomaco, monto in sella e gli cingo la vita con le braccia. Respiro a fondo, assaporando il suo profumo, e devo ammettere che mi fa un certo effetto. Per fortuna ci pensa il vento a rinfrescarmi il viso arrossato.

Come sospettavo, la proprietà dei Thorn è deserta. Tutti quei detective del cavolo si sono dispersi per la notte. Io e Chase facciamo il giro della casa, illuminando il sentiero con il fascio abbagliante della torcia che mi sono portata. Una torcia vera e propria, questa volta, non quella del telefono.

?Non entriamo?? chiede Chase, sorpreso, quando supero la casa grande.

?No. Voglio vedere lo studio.?

Ci incamminiamo sul sentiero, che è appena visibile sotto la fitta coltre di alberi. Spiragli di luce filtrano tra i rami e proiettano ombre inquietanti sul terreno. Intorno a noi regna il silenzio, interrotto solo dai richiami occasionali di un gufo e dal rumore delle foglie e dei ramoscelli che si spezzano sotto i nostri piedi.

?Come fai a conoscere la strada?? mi chiede Chase, guardingo.

Vado a memoria.

?Ho studiato il percorso online.?

Camminiamo in silenzio per un po’. Detesto doverlo ammettere, ma... è bello. Ho sempre amato il silenzio, ma non capita spesso di trovare qualcuno capace di apprezzarlo davvero, senza sentirsi a disagio. Parlo per esperienza. A quest’ora, Everett avrebbe già attaccato a parlare da un pezzo.

?Chi era il tizio di stamattina?? mi chiede Chase dal nulla.

Lo guardo con la coda dell’occhio. ?Il fratello di una mia amica del collegio. Quando le ho detto che mi trasferivo in Tennessee, mi ha consigliato di fargli uno squillo.?

?Sul serio? E si è fatto tutta quella strada da Nashville solo per fare colazione con te??

?Al contrario di quanto credi, Chase, certa gente mi trova a dir poco incantevole, te l’assicuro.?

Vengo ricompensata con una risata.

?Sei uno che viaggia?? gli chiedo, incuriosita. ?Fuori dal Tennessee, intendo.?

Lui calcia un sasso davanti a noi e lo guarda rotolare lungo il sentiero. ?No, è una vita che voglio andarmene da questo buco e vedere il mondo.? Gli sfugge un lamento contrariato. ?Ma ho promesso a mia madre di finire la scuola. ? l’unico motivo per cui sono ancora qui.?

?Dove vorresti andare??

?Ovunque. Sto mettendo i soldi da parte per girare il Paese. Voglio partire il prima possibile.?

?? quello che vorrei anch’io? confesso.

E. Kennedy's Books