Thornbird(72)
E invece niente. Nessun ricordo. La disposizione della casa è tale e quale a prima, ma è l’unica traccia di familiarità che vedo qui dentro. Quasi non riesco a credere di aver vissuto qui. Questo posto è così freddo, impersonale.
?Che idea stupida.? Non so che altro dire. Gli passo accanto e torno in soggiorno.
All’improvviso, Chase allunga la mano e mi afferra un braccio. All’inizio resto spaesata, ma poi sento il rumore. C’è un’auto in arrivo.
I fari illuminano il salotto, accecandomi per un istante. Chase mi strappa la torcia dalle mani e la spegne, immergendo la stanza nell’oscurità. Solo allora si sposta verso la finestra per vedere chi è.
?Merda. ? la polizia.?
?Eh?? Mi precipito verso la porta, ma lui mi trattiene.
?Troppo tardi. Il tipo ha visto la torcia. Vieni, ci sarà un’uscita sul retro.? Mi trascina verso le camere da letto, ma non sono convinta.
?La porta sul retro è sbarrata? gli ricordo. ?L’unico modo per uscire è...?
?Forse c’è una finestra aperta.? Mi porta in una delle camere, la stanza degli ospiti che i miei usavano come ufficio. Lo sento imprecare: ci sono tre pareti, tutte chiuse. Nessuna finestra. Siamo in trappola.
Torno in punta di piedi verso la porta e sbircio fuori. Trattengo un sussulto quando scorgo il profilo di un uomo, illuminato dai fari dell’auto e fermo davanti all’ingresso. Ha una torcia in una mano e un oggetto che non riesco a distinguere nell’altra.
?Sta entrando!? sussurro. ?Credo che abbia una pistola!?
?Ehilà?? dice l’agente con cautela. Il pavimento scricchiola sotto il suo peso. ?Se c’è qualcuno, uscite. Quest’area è sotto sequestro.?
?Sta’ indietro? sussurra Chase. Si guarda intorno, forse alla ricerca di un’arma.
Gli afferro il braccio e affondo le dita nella pelle. ?Non fare pazzie.?
Mi guarda come se la pazza fossi io, e per un attimo mi viene il dubbio che voglia davvero avventarsi sull’agente. Il poliziotto si sposta in corridoio. Ho il cuore in gola. I passi sono sempre più vicini. Prego con tutta me stessa che giri i tacchi e se ne vada. Poi la sua ombra appare sulla soglia. Trattengo il respiro. Ho paura di ciò che accadrà nei prossimi due secondi.
Invece di aggredire il poliziotto, Chase si gira, mi tira di scatto verso di sé e mi bacia.
Le sue labbra si scontrano con le mie senza neanche darmi il tempo di reagire, e non è certo un bacetto innocente. Passa da zero a cento nel giro di un attimo. Fa scivolare la mano sulla mia vita e inclina la testa, approfondendo il bacio con una sicurezza che mi manda una scarica di adrenalina in tutto il corpo.
Proprio quello che mi sarei aspettata da uno come lui. In un attimo mi ritrovo senza fiato, non per l’incredulità ma perché bacia da Dio. Mentre le nostre lingue si sfiorano, mi accarezza il collo con il pollice, accendendo scintille che si propagano sulla mia pelle e mi arrivano dritte all’anima. Il suo profumo di cuoio e sapone rapisce tutti i miei sensi, annebbiando il resto.
Senza sapere com’è successo, mi ritrovo avvinghiata alla sua maglietta e lo stringo forte a me, tanto che per un attimo dimentico tutto. Il poliziotto, la casa, il mio stesso nome.
?Ah. Hedlund. Chi l’avrebbe mai detto??
Un attimo dopo, Chase si allontana. Sembra calmo come sempre, forse anche un po’ scontroso, e risponde: ?Vice sceriffo Price?.
La torcia mi illumina il viso. Strizzo gli occhi e mi stringo le braccia al corpo per non tremare. Perché ho le ginocchia così deboli?
?Forza, fuori di lì? ordina il vice.
Torno nel soggiorno con le guance in fiamme, ancora senza fiato. Sposto lo sguardo su Chase e arrossisco ancora di più quando mi accorgo che si sta sistemando i pantaloni, ma lui non sembra per niente imbarazzato. La postura è rilassata, gli è spuntato anche un sorrisetto. Come fa a essere così calmo?
Siamo fermi spalla a spalla, come in un confronto tra due sospettati. Il vice gli punta la torcia in faccia. ?Cambiamo scena, Hedlund? Ti ho beccato con le tue conquiste in un sacco di posti, ma questo è nuovo.?
Chase ridacchia. ?Colpa del nastro della polizia. Impossibile resistere.?
?Beh, vedi di provarci. Non te lo ripeto più. Non costringermi a metterti dentro un’altra volta.? Quando si rivolge a me, il vice sceriffo Price è più gentile. ?Tesoro, nella vita devi saper scegliere. Lascia perdere questo ragazzo, ti darà solo guai.?
Mi irrigidisco. Ma figuriamoci. Posso capire perché l’abbia pensato – alla fine, Chase mi aveva messo la lingua in gola – ma non mi piace cosa sta insinuando. Ovvero, che io sia una di quelle ragazzine ingenue che si infatuano di Chase Hedlund.
Il vice ci accompagna fuori. ?Dove avete messo la macchina? Devo portarvi a casa??
Chase infila le mani nelle tasche posteriori dei jeans e si dondola avanti e indietro con fare innocente. ?No, capo. Siamo a posto. Ho imboscato la moto lì dietro, vicino agli alberi.?
?Va bene. Non fatevi beccare di nuovo qui? ci avverte puntandoci un dito contro.
Lui torna verso la volante, io e Chase verso la moto. Ci mettiamo il casco e saliamo in sella nel più completo silenzio. Scommetto che è capace di riportarmi a casa senza nemmeno commentare quello che è successo.
Allora ci penso io. ?E così porti le ragazze in tutta Starling, eh??
Voleva essere una battuta, ma lui non ride. Sbuffa.