Thornbird(75)



?Ehi, Zed. Adesso non posso parlare? lo blocco subito. ?Devo vedermi con un’amica.?

Faccio per allontanarmi, ma mi raggiunge comunque.

?Ti accompagno? si offre. ?E nel frattempo parliamo.?

Un lamento mi rimane incastrato in gola. ?Non mi va proprio di parlare ancora del caso, sul serio...?

?Non c’entra niente.?

Wow. Riesce a pensare a qualcosa che non sia mio padre, chi l’avrebbe mai detto.

?Oggi abbiamo fatto una riunione per l’annuario? continua, mettendosi le mani in tasca. ?Jazzy dice che sei una fotografa e che ci sai fare.?

Alzo lo sguardo, sorpresa. ?Ah.?

?Comunque, abbiamo pensato che potresti fare qualche foto per il video invernale.?

?Il video invernale??

?Sì, è una specie di riassunto di metà anno da proiettare al ballo di San Valentino, una roba con i momenti divertenti o importanti del primo semestre. Cretinate sul football e cose così, il più delle volte. E al ballo di fine anno facciamo la stessa cosa con i due semestri insieme.?

?Okay. E che genere di foto vi servono??

?Qualche scatto in giro per la scuola, tutto qui.?

Siamo vicini a Starbucks. Lancio uno sguardo furtivo in cerca dell’auto di Foster. Veniva con un suv nero, ha detto.

?Studenti in mensa, davanti agli armadietti, cose così? continua Zed.

Vedo una macchina nera parcheggiata vicino all’entrata. Sono piuttosto sicura che ci sia Foster alla guida. Adesso devo solo togliermi Zed dalle scatole.

?Certo? taglio corto. ?Nessun problema.?

?Ottimo. Puoi caricare tutte le foto sull’account dell’annuario e...?

?Ne parliamo con più calma un’altra volta, va bene? Adesso devo proprio andare.?

Mi sposto verso il ciglio della strada.

Zed aggrotta la fronte. ?Dov’è la tua amica??

Indico vagamente la via. ?Mi aspetta alla fine dell’isolato.?

?Okay.? Non sembra ancora convinto, ma alza le spalle. ?Allora mi levo dai piedi. Ci vediamo.?

Mi affretto verso il suv solo quando Zed è già a diversi metri di distanza, diretto verso la tavola calda.

?Scusi? dico subito, non appena salgo sul lato del passeggero. ?C’era un tipo della scuola che non la finiva più di parlare.?

Negli occhi dell’agente Foster c’è un guizzo divertito. ?Lo conosco. ? uno che pubblica sempre video sul caso. Sembra ossessionato.?

?Già, ha pure un podcast. “Ossessionato” è dire poco.?

Foster aspetta che io mi allacci la cintura e parte. ?Questi ragazzi sono assurdi? commenta. ?Sono convinti di essere più intelligenti delle centinaia di persone che lavorano a questo caso da anni.?

?La nuova teoria è che i corpi siano nel lago e che la polizia non li abbia cercati come si deve.?

Foster sbuffa. ?E parliamo di una delle ricerche subacquee più impegnative mai condotte dall’Fbi. In quel lago non c’è un bel niente. Per carità, apprezzo che ci sia sempre tanto interesse per il caso, anche perché potrebbero saltare fuori nuove piste, ma l’arroganza di certa gente è incredibile. In fondo sono solo ragazzini, gente senza esperienza, convinti di poter fare meglio di noi...?

?E secondo lei non possono??

?Cosa credi, che non ci siamo già posti le stesse domande dei tuoi compagni di scuola? Che non abbiamo seguito le stesse piste? Interrogato le stesse persone? Il caso è irrisolto, punto. L’unico modo per smuoverlo è trovare altre prove. E se non ci siamo riusciti noi, non vedo perché dovrebbero riuscirci dei ragazzini qualunque.?

?Ragazzini come quella a cui sta chiedendo aiuto...? Indico verso di me con un sorriso beffardo.

?No, noi abbiamo chiesto aiuto alla figlia di Thorn. In questa città sei l’unica che potrebbe fornirci nuove prove? ribatte Foster entrando in autostrada. ?Tu sai più di quanto credi, Ryan.?

Non ci mettiamo molto ad arrivare a Nashville. Ammiro il panorama e ho una specie di déjà vu. Nell’album della nonna ci sono un paio di foto di me e mamma durante un viaggio a Nashville, davanti alla facciata in mattoni rossi di un locale con l’insegna sbiadita. Sbircio fuori dal finestrino. Chissà se lo vedrò. Ora che ci penso, però, non siamo in una città qualunque: qui ci sono più locali che persone.

Foster abbassa appena il finestrino. Il profumo di pesce fritto e barbecue si diffonde nell’aria. Inspiro a pieni polmoni. Questo odore è così familiare... Più denso, più lento. ? l’aria del Sud.

Pochi minuti dopo, parcheggiamo davanti a un edificio a tre piani. Sembra un ospedale. Foster spegne il motore e si gira verso di me con un sorriso ironico sulle labbra. ?Pronta a essere ipnotizzata??

Sospiro. ?Togliamoci il dente.?





31





Non voglio stare qui




ENTRO nello studio della psichiatra con lo stomaco in subbuglio e il cuore a mille. Le pareti sono dipinte di una rilassante tonalità di azzurro. Un piccolo altoparlante all’angolo diffonde della musica soft. Ma non mi sento affatto rilassata: sono terrorizzata.

?Ho già lavorato con la dottoressa Wilmer? mi rassicura Foster quando nota la mia espressione. ?Sa quello che fa, te l’assicuro. Ti spiegherà tutto passo dopo passo.?

La dottoressa in questione è una donna minuta sulla quarantina. Il suo sguardo gentile mi scruta con attenzione. Ci presentiamo. Avevo dato per scontato che l’agente Foster sarebbe rimasto al mio fianco, invece si mette comodo in sala d’attesa. Il cuore mi batte ancora più forte. Seguo la dottoressa nel suo studio e resto a guardarla mentre chiude la porta.

E. Kennedy's Books