Thornbird(77)
?Voglio parlare con la nonna!?
Mamma copre il telefono. ?Gabby? mi rimprovera. ?Ti ho detto di andare a scegliere i giocattoli per il viaggio.?
?? la notte in cui le ha sparato? esclamo. ?No. Non voglio stare qui.?
?Va tutto bene, Ryan. Sei al sicuro. Sei qui con me. Respira.?
I flash di quella notte mi attraversano la mente. La frenesia dei bagagli. Lo spaesamento. La paura.
?E questo cos’è? Perché ce l’avevi tu??
?Gli sta urlando contro? sussurro.
?Tua madre??
?Urla. E trema. Gli sta agitando qualcosa davanti alla faccia.?
?Dove sei, Ryan? Prova a guardarti intorno.?
Il cuore batte all’impazzata. Cerco di concentrarmi sul resto della scena, ma è come sfocato. Vedo... la valigia. Gli oggetti sparsi sul pavimento. Mamma li ha fatti cadere quando lui l’ha sorpresa.
?Questo è di Leah! Lo portava la sera della parata di Natale. E quei disegni di Anabel White!?
Un urlo disperato e animalesco mi rimbomba nella testa.
?Perché c’era del sangue su quegli album da disegno? Che cosa hai fatto, Gabriel! Che cazzo hai fatto!?
?Non voglio stare qui? dico, la voce rotta.
Sono nel panico più totale. Non riesco a rimanere rilassata, non è possibile. Anche la dottoressa Wilmer l’ha capito. La sua voce mi fa uscire dalla visualizzazione. Sono di nuovo nel suo studio.
Quando riapro gli occhi, provo una sensazione quasi surreale. Mi sembra di essere tornata da un altro pianeta.
?Come ti senti?? mi chiede.
?Non lo so. Speravo...? Mi interrompo, scacciando via la delusione. ?Cercavo un luogo.?
?Lo so. Ma te l’ho detto, l’obiettivo di questo processo non è costringerti a ricordare. Se e quando un ricordo riaffiorerà, lo farà da sé. Non allarmarti se nei prossimi giorni dovessi fare sogni lucidi o strani. Può capitare. E se un ricordo riaffiora all’improvviso, è normale anche questo.?
La ignoro, troppo sconvolta per concentrarmi. Non sono mai stata una persona ottimista, ma cominciavo a pensare che avrebbe funzionato. Che chiudendo gli occhi avrei ritrovato quel ricordo: mio padre che mi rivela dove ha nascosto i corpi.
Ma avrei dovuto immaginarlo. Nella mia vita, niente va mai come dovrebbe.
32
Galleggiare
NON sono nel mood per andare a una festa. Di solito non lo sono a prescindere, ma dopo essermi ricordata sotto ipnosi di come mia madre ha scoperto che mio padre era un assassino spietato... Beh, no, grazie. Peccato che opporsi a mia cugina sia come parlare al vento. E infatti mi trascina a forza.
Quando arriviamo, la riva del lago è già gremita di gente. Un falò proietta luci tremolanti sulla sabbia. La musica risuona dallo stereo di un pickup. Un gruppetto di ragazzi balla davanti alla macchina: ondeggiano, ridono e usano i fari come riflettori. Due fusti di birra sono piazzati vicino agli alberi, i bicchieri rossi passano di mano in mano come banconote.
Ci incamminiamo verso la folla. Sposto lo sguardo sul lago: è infinito, nero, la superficie immobile risplende sotto la luce della luna.
Jasmine si getta i ricci dietro le spalle e saluta alcune ragazze vicino alla riva. C’è anche Nikki. Si è messa dei pantaloncini di jeans e il bikini, ma non ci sono nemmeno dieci gradi.
?Andiamo a salutare Gillian e Nikki? dice Jasmine prendendomi per mano.
?Vai tu. Io prendo qualcosa da bere.?
Non se lo fa ripetere due volte. Scruto i volti tra la folla. Il cuore mi balza nel petto. Chase è dall’altra parte del falò, appoggiato a un albero, e mi guarda. ? come se i suoi occhi d’argento riuscissero ad abbattere tutte le barriere che ho dentro. ? snervante.
L’aria diventa incandescente, la tensione tra noi cresce.
Alla fine Chase si raddrizza e mi viene incontro. Il suo passo lento non fa che aumentare la tensione.
Quando arriva, quel piccolo, irritante sorrisetto di sempre gli incurva le labbra. ?Ehi.?
?Ciao.? Cerco di sembrare disinvolta, ma in realtà sto per esplodere. Alzo un sopracciglio. ?Hai intenzione di baciarmi di nuovo??
Un bagliore divertito gli illumina lo sguardo. ?Solo se me lo chiedi per favore.?
Mi scappa una risata. ?Ma dai. Ti credi davvero così irresistibile??
?Forse.? Un passo verso di me. ?Perché? Ci stai pensando??
?Per niente? mento, e sostengo il suo sguardo. Non ho la minima intenzione di distoglierlo per prima.
?Davvero?? La sua voce è più profonda.
?Assolutamente.? Cerco di ignorare la vampata che mi sta risalendo lungo il collo. ?Quel bacio non significava niente.?
Ridacchia, come se non credesse a una sola parola. ?Strano, non mi hai fermato.?
?Non ho potuto.?
?Ah, no?? Lascia che scenda il silenzio, come se volesse sfidarmi a riempirlo. ?Allora la prossima volta fermami, se proprio vuoi.?
L’aria tra noi è elettrica, ci attrae come poli di un magnete. Chase si avvicina, un millimetro appena, il suo sguardo mi sfiora le labbra e risale. Trattengo il fiato. Il cuore mi batte così forte che ho paura che lo senta pure lui.
?Ehi! Sei qui!? esclama una voce alle mie spalle. Un attimo dopo, Everett mi sta stringendo in un abbraccio. Mi sfiora la guancia per un bacio. Il suo alito puzza di birra. ?Che figa che sei.?
?Everett? lo avverto, ma lui risponde con uno sguardo innocente.
?Che c’è, gli amici non possono dirsi che sono fighi?? mi provoca. ?Accetta il complimento, amica.?