Thornbird(82)
?Mi dispiace? mormoro, e anche Dan ci raggiunge. ?Sono andata da Mar a guardare un film e ci siamo addormentate. Quando mi sono svegliata, il telefono era scarico. Mi dispiace un sacco.?
Dan sospira. ?L’aveva detto, Connor, ma né lui né Jasmine avevano il suo numero.?
?Per fortuna stai bene? continua Maggie accarezzandomi i capelli. Mi scruta da capo a piedi. ?Mi hai fatto prendere un colpo. Non azzardarti a rifarlo, mai più.? Prima che possa rispondere, si gira verso il corridoio e urla: ?Con! Jazzy! Ryan è tornata!?
Non sono neanche le otto, ma sono entrambi svegli. Jasmine incespica verso di me.
?Dove cavolo eri finita?? sbotta. ?Ma ti rendi conto di quanto ci siamo preoccupati??
?Mi dispiace? ripeto. ?Non volevo farvi stare in pensiero. Ero a casa di Mar e ci siamo addormentate.?
Mi studia con attenzione. ?Mi hanno detto che te ne sei andata con Chase.?
Perdo un battito. ?Ah. Sì. ? vero. Mi ha dato un passaggio a casa di Mar, tutto qui.?
La risposta arriva con facilità. Troppa facilità. L’ennesima bugia, che si aggiunge a una ragnatela sempre più fitta.
Prima o poi rimarrò intrappolata tra tutti questi fili, e potrò prendermela soltanto con me stessa.
Per tutta la settimana successiva, mantengo un profilo basso e mi concentro sulla scuola, visto che ho parecchi progetti da consegnare prima del Ringraziamento. Per la terza sera di fila, vado a fare i compiti a casa di Mar.
?Ancora lui?? mi sfotte quando il telefono vibra per l’ennesima volta.
Allungo il collo per sbirciare lo schermo.
Chase: Inizio a pensare che tu mi stia evitando.
?Già.? Mi scappa un sorriso. Scrivo al volo una risposta.
Io: Non ti sto evitando. Devo finire un saggio di scienze politiche entro domani, tutto qui. Giuro.
?Chase Hedlund innamorato perso... Chi l’avrebbe mai detto? commenta Mar.
?Non è innamorato. Vuole solo il bis.?
Scoppia a ridere. ?Ma l’hai visto, Ship? Quello può fare il bis e il tris con chi vuole. Non ha bisogno mica di mandarti tre messaggi di fila.?
Alzo le spalle, ma devo ammetterlo: mi sento... sciogliere, all’idea che anche Chase possa sentirsi... sciogliere.
Quando più tardi mi infilo a letto, ci stiamo ancora scrivendo. Mi sento stupida e leggera. Mi rannicchio su un fianco con il telefono in mano.
Chase: Continuo a pensare che dovresti venire da me.
Io: Continuo a pensare che è mezzanotte e che sto bene nel mio letto.
Chase: Entro di nascosto dalla finestra?
Io: Certo! Così ci divertiamo un po’, con Jasmine che dorme due metri più in là.
Chase: Bel modo di rovinare l’atmosfera.
Chase: Off topic, oggi ho visto questo. Mi ha fatto pensare a te.
Clicco sul link e passo i due minuti successivi a guardare un time-lapse a dir poco incredibile che condensa un anno di vita di un elefante africano a dir poco adorabile.
Io: OMG non ce la faccio. Troppo carino per il mio povero cuore.
Chase: La cosa più carina che io abbia mai visto, cazzo.
Qualcuno mi crederebbe, se dicessi che Chase Hedlund mi manda video carini di elefanti a mezzanotte? Scommetto di no.
La mattina dopo, consegno il saggio. Finalmente posso godermi un bel weekend senza compiti a cui pensare.
Il giorno del Ringraziamento procede tranquillo. Almeno in termini di dimensioni, considerando che siamo solo noi cinque. La giornata in sé è chiassosa e divertente. Non pensavo mi avrebbe fatto questo effetto. ? la prima volta che festeggio un vero e proprio Ringraziamento, con tacchino, torta di zucca e giochi dopo cena. La nonna era una persona semplice e concreta. Con lei facevamo sempre volontariato alla mensa locale. Era molto gratificante, per carità, ma trascorrere le vacanze in famiglia è tutta un’altra cosa.
Venerdì sera accetto un turno al rifugio. Impossibile dire di no a JP e al suo esercito di cuccioli. Mentre scendo alla fermata più vicina, mi arriva un messaggio dall’agente Foster: la mia seduta di martedì con la dottoressa Wilmer è confermata. L’apprensione mi serra subito il petto. Cosa non darei per non sentir più parlare di ipnosi in tutta la mia vita. Ma non ho scelta. Rispondo al volo e metto via il telefono.
JP spunta dal retro proprio quando sto entrando nel rifugio. ?Ehi! Per fortuna che sei qui. Sto cercando di tagliare le unghie a Leona ma fa i capricci. Mi servono rinforzi.?
Con un sorriso, mi tolgo la felpa e la appendo allo schienale della sedia. ?Dopo di te.?
Con grande disappunto di quasi tutti i cani, passiamo l’ora successiva a tagliare unghie. Alla fine, JP lascia il compito nelle mie mani e si concentra sull’inventario e sul numero di prodotti da riordinare.
Il rifugio è immerso nel silenzio, a parte qualche guaito qua e là. Sono cinque minuti che sto cercando di tagliare le unghie a Rambo, ma si sta rivelando più difficile del previsto: è un terrier combattivo e testardo, che si dimena ogni volta che cerco di fargli tenere ferma la zampa.
?Rambo, se continui a fare il monello sarà solo peggio? lo avverto.
Si dimena un’ultima volta. Alla fine, si calma e resta a guardarmi, con gli occhi spalancati e un po’ guardinghi. Quando gli taglio la prima unghia, Rambo drizza le orecchie, come se fosse sorpreso di non aver sentito dolore.
?Visto? Non era niente di che.? Gli sorrido. Inizia a scodinzolare, perché ha capito che non sono un nemico. ?Ancora un paio e abbiamo finito.?