Thornbird(86)



?Ma se lo lascio andare... non significa che la sto dimenticando??

?No. Significa che vuoi vivere. Tua madre non vorrebbe vederti incatenata al passato. Vorrebbe vederti libera.?

Alzo lo sguardo su di lui, grata per le sue rassicurazioni. Nel momento stesso in cui inizio a sentirmi più leggera, però, il telefono vibra sul tavolino. Dopo lo spavento che ho fatto prendere ai miei zii quella sera al lago, preferisco controllare subito.

Ma non sono loro.

Sconosciuto: Buone feste, Gabrielle.



Un vuoto allo stomaco. ? passato un sacco di tempo dall’ultima volta che mi ha scritto. Chiunque fosse, pensavo che avesse smesso. Che avesse chiuso con me. Che volesse dare il tormento a qualcun altro.

Mi sa proprio che la fortuna non è dalla mia parte.

Fisso il messaggio, le dita che tremano appena. Odio questa situazione. Questo persecutore senza volto che mi assilla da quando sono arrivata a Starling e dice di conoscere i miei segreti.

?Tutto bene?? La voce di Chase penetra nel mio guscio d’ansia.

Blocco subito lo schermo, mi metto seduta e mi costringo a fare un sorriso. ?? mia zia. Meglio che torni a casa.?

La bugia mi pesa sulle labbra. Chase mi studia per un istante, le sopracciglia aggrottate. Alla fine annuisce e decide di accettare la mia scusa. ?Va bene.?

Solo quando sono di nuovo al volante, furiosa, prendo il telefono e rispondo.

Io: Chi sei? Dimmi cosa vuoi e basta.



Il messaggio resta lì, consegnato, ma senza risposta.





36





Una storia oscura




ALL’INIZIO del nuovo semestre, faccio del mio meglio per non attirare l’attenzione. Esco con Mar e Ty. Continuo a tenere Everett a distanza. Lavoro per mia zia e JP e metto soldi da parte per andare via di qui subito dopo il diploma.

E vedo Chase. Spesso. Sempre a casa sua, quando sua madre è di turno, e sempre di nascosto.

A parte Mar, nessuno lo sa e nessuno sembra avere sospetti.

Mi aspetto ancora che da un momento all’altro qualcuno – Jasmine, Maggie, o chissà chi – venga a chiedermi spiegazioni, ma il bello di essere una persona solitaria, con una macchina fotografica e l’abitudine di sparire per ore è proprio che nessuno batte ciglio se sparisci effettivamente per ore.

Chase: Passi dopo scuola?



Il messaggio arriva a metà dell’ultima ora. Nascondo un sorriso. Sposto il telefono sulle ginocchia e aspetto che il professor Keegan si giri verso la lavagna per rispondere.

Io: Non posso, devo lavorare al rifugio. Posso passare dopo, se ti va.

Chase: Mi va. Ti accetto anche nuda.



?Ryan, il telefono.? Alzo lo sguardo: Keegan incombe minaccioso sul mio banco, la mano tesa con il palmo in su.

Trattenendo un sospiro, glielo consegno fino alla fine della lezione.


Qualche ora più tardi, mi liscio la maglietta e cerco di togliere le pieghe. Mi sto rivestendo in camera di Chase. Lui è poggiato contro lo stipite della porta in t-shirt e pantaloni della tuta grigi, con le braccia incrociate e quel sorrisetto pigro che ho imparato ad amare.

?Stamattina una tipa mi ha chiesto di andare al ballo di San Valentino? mi informa.

Alzo gli occhi al cielo. ?Cos’è, uno strano tentativo di farmi ingelosire?? Devo ammettere che ha funzionato. Quella che ho appena sentito è senza dubbio una fitta di gelosia.

?No, ma mi ha ricordato che è domani. Ci vai??

?Non fa per me. Troppi lustrini e cuori di cartapesta. Tu hai accettato??

?Nah. Non è roba mia.? Mi fa l’occhiolino. ?I bad boy non ballano.?

Rido. ?Esatto. Sarebbe troppo mainstream per te.?

?Ehi, però so muovermi, quando voglio.?

?Ah, sì? Ci crederò quando lo vedrò.?

Chase mi accompagna all’ingresso e indugiamo per un attimo. Odio dovermene andare. Mi sono abituata a lui. A parlare con lui. A stare con lui.

?Vieni qui? mi dice, scontroso.

Lascio che mi faccia una carezza sul braccio. Le sue dita scivolano tra le mie come se fosse quello, il loro posto. Come se non avessi una marea di segreti sulle spalle.

Poi un tintinnio di chiavi mi riporta di colpo alla realtà.

Mollo la mano di Chase come se avesse preso fuoco. Una donna con lunghi capelli biondi entra in casa. L’uniforme verde da ospedale è sgualcita. Quando mi vede, il suo viso si illumina di sorpresa.

?Guarda un po’? esordisce con un sorriso complice, mettendo giù la borsa. ?Cosa vedono i miei occhi? Mio figlio ha portato una ragazza a casa? Una ragazza in carne e ossa??

Chase alza le spalle, imperturbabile come sempre. ?Smettila, così la spaventi.?

La donna sbuffa e si volta verso di me. ?Sono Georgia, la mamma di Chase.?

Mi presento goffamente. ?Ryan. Io, ehm... vado a scuola con Chase.?

?Piacere di conoscerti.? Scorgo un luccichio nel suo sguardo. So che sa perché sono qui.

?Ehm, piacere mio.? Faccio un passo verso la libertà. ?Comunque, devo andare. Ci vediamo domani, Chase.?

Mi precipito fuori casa con le guance in fiamme e mi lancio un’occhiata alle spalle: Chase si sta godendo la scena, divertito. Mi manda un messaggio non appena salgo sul pickup.

Chase: Fifona.

Io: Non ero pronta a conoscere tua madre, Hedlund.

Chase: Tira fuori le palle, Shipley.

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