Thornbird(85)



?Ehi!? protesto. ?Ridammela!?

Allungo la mano ma lui è già in piedi, con un sorriso compiaciuto sulle labbra. ?Nah.? La inclina e affila lo sguardo per studiare i pulsanti, come se sapesse davvero cosa sta facendo. ?Per una volta, la fotografa deve stare dall’altra parte.?

?Assolutamente no.? Provo di nuovo a strappargliela di mano. ?Vengo malissimo in foto. C’è un motivo se sto dietro l’obiettivo.?

?Sei bellissima e lo sai.? Indietreggia verso il divano. ?Dai, solo un sorriso.?

Tento ancora di ribellarmi, ma lui fa un passo indietro e immortala la mia espressione frustrata.

?Chase!? esclamo. Mi copro il viso, ma lui continua a fare foto a raffica. Lo schivo in tutti i modi, ridendo a crepapelle. ?Ti odio!?

?Non è vero.?

Scatto in avanti e lo placco sul divano. Sfioro finalmente la macchina fotografica...

E Chase mi gira e inizia a farmi il solletico.

?Ah! No! Chase! Oh mio Dio, smettila!? urlo, dimenandomi sui cuscini mentre lui mi sorride implacabile.

?Di fare cosa?? mi stuzzica, sfiorandomi i fianchi.

?Basta! Ti prego! Hai vinto!? ansimo, scacciandolo. Scoppio a ridere. Per un attimo, ho perso il controllo.

Lui si decide a lasciarmi in pace una volta per tutte. Riprendo fiato, il viso arrossato.

?Sei la persona peggiore del mondo. Lo sai, vero?? riesco a dire tra un respiro e l’altro, mollandogli una spallata.

?Oppure un genio.?

Gira la macchina fotografica per farmi vedere l’ultima foto che ha scattato. Il mio sguardo spontaneo. Il sorriso puro e sincero. ? la foto più bella che mi abbiano mai fatto.

Scrolla le spalle e me la restituisce. Prima ancora che se ne renda conto, la giro e scatto un primo piano del suo volto sorpreso, con tanto di occhi sgranati e sopracciglia alzate.

?Ti ho immortalato per i posteri? dichiaro con un sorriso vittorioso. ?Considerala una vendetta.?

?Okay, ma solo se non cancelli quella che ho fatto io.? I suoi profondi occhi grigi mi fissano, sinceri.

Deglutisco. ?Va bene.?

Tra noi c’è energia. Un’energia densa, forte, e impossibile da ignorare.

?Ryan...? Il suo tono è più duro, ora, quasi dubbioso.

?Che c’è??

?Lo sai.?

Mi bacia, stringendomi i fianchi. Quando l’intensità aumenta, mille scintille mi scoppiano dentro. Le nostre lingue si sfiorano in una danza lenta e delicata che mi manda una scarica di eccitazione nelle vene. Gli avvolgo le braccia intorno al collo e l’atmosfera si fa sempre più accesa.

Accarezza l’orlo della mia camicia e scivola al di sotto, per stuzzicare la pelle nuda. Quando rabbrividisco, mi sorride e la tira su, sfilandomela da sopra la testa. Un rossore mi invade le guance. Chase mi lancia uno sguardo carico di eccitazione, il respiro un po’ affannoso. Si spoglia a sua volta, e le mie mani si posano subito sul suo petto nudo.

I vestiti spariscono. Chase si prende il suo tempo, mi bacia il collo, il seno, va sempre più giù. Quando risale, sono esausta e senza fiato, e lui sembra molto soddisfatto di sé. Mi lascia solo per andare a prendere un preservativo. Quando ritorna, lo spingo sulla schiena e mi chino per baciarlo, mentre muovo i fianchi su di lui. Un attimo dopo sento le sue mani sulla vita e gemo contro le sue labbra. I miei capelli ricadono come una tenda sui nostri volti. Per la prima volta da un sacco di tempo, qualcosa nella mia vita sembra andare completamente, innegabilmente per il verso giusto.

Dopo, ci rannicchiamo sul divano, il suo braccio sulle mie spalle. Appoggio la testa sul suo petto e ascolto i battiti regolari del cuore contro la mia guancia.

?Ti capita mai di non riuscire a stare bene con gli altri?? La domanda mi sfugge prima che riesca a fermarla.

Chase ride, ma non è una risata dura. Sembra divertito. ?Di continuo. Non sono esattamente l’anima della festa.?

?Idem. Non sono mai stata quel genere di ragazza, sai? Quella popolare, che esce sempre in gruppo... Mi piace stare da sola.?

?Per quanto mi riguarda, è Everett che mi costringe a uscire? confessa, quasi a malincuore. Il senso di colpa mi trafigge il cuore: lo stiamo tradendo. ?Mi trascina sempre in situazioni del cavolo di cui non mi frega niente. Se non fosse per lui, probabilmente me ne starei per conto mio anche più di adesso.? Fa una pausa. ?Il più delle volte vorrei essere invisibile e basta.?

So bene cosa intende. ?Anch’io. Mi piace stare lontano dai riflettori. Senza gente che mi guarda e mi giudica tutto il tempo. Meglio avere dei momenti intimi come questo che trovarmi in mezzo a mille persone.?

?Già. Solo noi due, zero pressioni. Molto meglio.?

Restiamo in silenzio per un istante. Penso al mio album, alle vecchie foto di mia madre. Al fatto che non potrò mai aggiungerne di nuove. E questo mi toglie il respiro.

?Ultimamente penso molto a mia madre? confesso.

Chase sembra sorpreso dal cambio di argomento. ?Okay.?

Deglutisco. ?Mi chiedo se avrei potuto fare qualcosa per salvarla.?

?Non è stato un incidente d’auto??

Annuisco, e mentirgli mi fa male. ?Però avrei voluto essere lì. E non so come liberarmi di tutto questo dolore. Me lo porto dietro da una vita, ormai.?

?Non è morta l’estate scorsa??

Mi blocco, maledicendomi per l’errore. ?Sì, infatti. ? che mi sembra un secolo fa.?

Mi accarezza il fianco. ?Senti, se c’è una cosa che ho imparato, è che il dolore può mangiarti vivo. Se non trovi il modo di liberartene, non andrai mai avanti.?

E. Kennedy's Books