Thornbird(87)



Rispondo con l’emoji del dito medio, torno a casa e mi rifugio in camera per finire i compiti.

Un tonfo contro il muro mi fa sobbalzare, seguito dalla voce di Connor, bassa ma rabbiosa. Non capisco cosa stia dicendo, ma sembra alterato. Un minuto dopo, un altro grido soffocato, e poi... silenzio.

Torno a concentrarmi sui libri. Qualunque dramma ci sia all’orizzonte, mi auguro sia già passato. Neanche il tempo di pensarlo che Connor spalanca la porta e irrompe in camera mia, il viso paonazzo per la frustrazione.

?Io e te, al ballo di San Valentino? annuncia con le mani sui fianchi, come se fosse già deciso.

Sbatto le palpebre. ?Ehm... no. Col cavolo.?

?Dai, Ry. Ti prego.?

?No. Odio i balli della scuola. E non dovevi andarci con Sam??

Lui si siede sul bordo del letto di Jasmine e si gratta la barbetta corta. ?Lavora. L’ha scelto lui.? Nei suoi occhi c’è un lampo di irritazione. ?Si è preso un turno extra. Neanche me l’ha chiesto.?

?Cavolo, mi dispiace. Che rottura.?

?Quindi? Ci vieni??

?No.?

?Ti prego? insiste. ?Ti chiedo solo questo favore. Ci vanno tutti in coppia, non posso starmene in disparte come uno sfigato.?

?E ballare un lento con tua cugina è proprio quello che ti serve per diventare il re della scuola, immagino.?

?Dai, sarà divertente.?

?No, anzi. Sarà imbarazzante e basta.?

?Non sarà imbarazzante? mi promette. ?Dai, consideralo un favore per il tuo cugino preferito.?

Sbuffo. Mi arrendo solo perché ha quell’espressione ostinata da ?Non me ne vado finché non dici sì?.

?Che palle. Va bene.?

Mi fa un sorriso a trentadue denti. ?Così mi piaci. Fidati, sarà fighissimo.? A metà strada verso la porta, si ferma e mi lancia un’occhiata. ?Ah, a proposito. C’è un dress code per le ragazze. Solo rosa o rosso.?

Lo guardo a bocca aperta. Gli lancio addosso il primo oggetto che mi capita a tiro – un pennarello – ma è già scappato via.


?Maledetto Connor? borbotto la sera dopo, mentre osservo il mio riflesso allo specchio, insieme al minuscolo vestito rosa shocking che ho preso in prestito da Jasmine.

Vorrei poter essere come lei. Si sta aggiustando il trucco e si ammira tutta seria. ? elettrizzata. A dir poco raggiante, devo dire. Lei e Bo sono di nuovo in una fase positiva.

?Come sto?? Si gira verso di me con il suo abitino rosa e prova le pose per Instagram.

?Perfetta.?

Nonostante sia una serata qualunque e non il ballo di fine anno, Maggie e Dan ci aspettano all’ingresso. Mia zia inizia a scattarci foto a raffica, neanche stessimo sfilando sul red carpet per la prima di un film. Sono già esausta, e la serata è appena iniziata.

Bo viene a prendere Jasmine in uno splendente pickup nero che, parole di Connor, gli ha regalato un talent scout dell’Università della Louisiana per fargli qualche moina. A quanto pare vuole reclutarlo. Le apre la portiera. Jasmine è radiosa. ? bello vederla così felice, anche se qualcosa mi dice che si lasceranno prima della fine del ballo.

Dato che il mese scorso i gemelli hanno fatto diciassette anni, Connor insiste per guidare. Prendiamo il suv di Maggie e ci avviamo verso la Crockett High.

L’aria della sera è frizzante. Ci avviciniamo all’ingresso accompagnati dal ticchettio dei miei tacchi alti sul pavimento. Mi sono tirata giù l’orlo del vestito almeno una decina di volte. Mi sento esposta allo sguardo di tutta Starling, e il fatto che io sia più alta di mia cugina lo fa sembrare ancora più corto.

Io e Connor ci fermiamo a un tavolo all’entrata della palestra per esibire i biglietti. Quando ci affacciamo nella sala da ballo, vengo aggredita da un’accozzaglia di oggetti rosa e rossi. Dio mio, sono dappertutto.

?Perché proprio a me?? protesto. Connor mi prende sottobraccio e mi trascina più avanti.

?Pensa a divertirti? esclama.

Tutto il peggio di San Valentino è concentrato in questa stanza. Fasci di lucine luccicanti si incrociano sul soffitto. Cuori di ogni dimensione pendono dalle travi. Il comitato decorazioni ha dato il tutto per tutto: i muri sono coperti di rose di carta e ghirlande che ondeggiano a ogni colpo di basso. Una band di ragazzi dell’ultimo anno canta una canzone pop su un palco semirialzato. Non sono niente male.

Ogni singola ragazza è agghindata in rosso e rosa, mentre ai ragazzi è stata risparmiata la tortura. E infatti sfoggiano i loro completi neri, grigi e blu come un bel branco di idioti.

?Vuoi un po’ di punch?? propone Connor.

?Solo se ci metti dei tranquillanti.?

?Sempre a lamentarti? mi sfotte, prima di spostarsi verso il tavolo con le bevande.

Scruto la folla. Ci sono il professor Hicks e la professoressa Burle a controllare la situazione. Non pensavo di trovare la Burle. Avrà centocinquant’anni, non dovrebbe andare a dormire alle sette? Scorgo anche un altro volto familiare. Mi blocco.

Natalie Singh.

E lei che ci fa qui? Non è una studentessa, né tantomeno un’insegnante.

Ma la risposta mi si presenta sotto gli occhi: la Steinfeld, quella giovane di geografia, l’ha appena raggiunta. Lei e Natalie scambiano qualche parola, si fanno una risata. Sono amiche, allora. Forse la Steinfeld le ha proposto di venire per farle compagnia.

Jasmine appare al mio fianco come per magia, tutta sorrisi e paillettes. ?Oh mio Dio? mi sussurra all’orecchio. ?Ma quanto è figo Bo??

E. Kennedy's Books