Thornbird(88)



Sposto lo sguardo verso il suo accompagnatore. ? alto, con le fossette e il fisico da giocatore di football: giacca e cravatta gli stanno benissimo, bisogna ammetterlo.

Jasmine si sporge di nuovo verso di me. ?Se al ballo di fine anno stiamo ancora insieme, addio verginità.?

Cerco di trattenere le risate, ma non ci riesco. ?Se ti rende felice fa’ pure, Jazzy.?

?Cioè, è dolcissimo. E poi, vabbè... ? un figo da paura, ha un futuro brillante e mi apre sempre la porta.?

?Tutti punti a suo favore? confermo.

?Dov’è Con??

?Sta prendendo da bere. Ma non mi dispiacerebbe se mi mollasse qui. Almeno avrei la scusa per andarmene.?

Jasmine scuote la testa. ?Certo che per essere una fotografa odi proprio stare in mezzo alla gente.?

Connor torna con due bicchieri di punch, in tempo per ascoltare l’ultima parte della nostra conversazione. ?Magari l’anno prossimo diventi fotografa ufficiale del ballo? ipotizza, muovendo su e giù le sopracciglia per stuzzicarmi.

?L’anno prossimo non ci sarò? gli ricordo. ?Tra poco mi diplomo.?

?Ah, vero. Merda. E poi te ne vai all’università.? Mette su un’espressione triste. ?Non voglio che te ne vada. Ci piace averti qui. Vero, Jazzy??

?Eh sì. Ma non quanto ci piace Bo? cinguetta lei prima di tornare dal suo ragazzo.

Accetto un bicchiere da Connor e prendo un sorso. In quel momento noto un movimento con la coda dell’occhio, e mi accorgo con una stretta al cuore che Everett sta venendo qui. Come outfit se l’è cavata meglio di Bo: la giacca gli avvolge le spalle larghe e i pantaloni del completo aderiscono perfettamente alle gambe lunghe.

?Ehi? ci saluta. ?Con, fammi parlare un attimo con Ryan.?

Vorrei obiettare, ma a quanto pare mio cugino ha scambiato la sala da ballo per il campo da football. Infatti obbedisce subito agli ordini del suo quarterback e se ne va.

?Sei bellissima? si complimenta Everett.

?Grazie.?

Si ficca le mani nelle tasche. ?Possiamo parlare??

?Everett...?

?Senti, ho fatto come mi avevi chiesto. Ho provato a portare avanti tutta quella storia dell’amicizia? mi interrompe, con un sospiro carico di frustrazione. ?Ma anche da amica mi parli a malapena. Non mi stai dando nemmeno una possibilità. Un giorno è tutto okay, quello dopo ti comporti come se non riuscissi neanche a guardarmi in faccia.?

?Non è vero? ribatto, a disagio. ?? solo che... le cose sono cambiate.?

Inclina la testa. Mi studia come se stesse cercando di risolvere un enigma. ?Non è che mi sono perso qualcosa??

Everett è uno che attira l’attenzione ovunque vada, e adesso sento un sacco di sguardi curiosi addosso, incluso quello di Sofia. Mi sta praticamente accoltellando con gli occhi. Trattengo un respiro.

?Non qui? dico. ?Non è il momento giusto.?

?Non è mai il momento giusto, con te.?

Apro la bocca per rispondere, ma non so che dire. C’è una gigantesca parte di me che lui non potrà mai capire, ma non è colpa sua. Merita una risposta. Ma la verità? No, è fuori discussione.

Resto a guardarlo mentre si allontana. Un altro volto attira la mia attenzione. I soliti sensi di colpa si appesantiscono persino più di prima.

Nikki è ferma al tavolo del punch con altre cheerleader e si versa nel bicchiere il contenuto di una fiaschetta d’argento. Cerca di essere discreta, ma non è che sia esattamente un agente segreto. Quando si gira verso di me, gli angoli della bocca si incurvano in un sorriso compiaciuto e indifferente. Dallo sguardo annebbiato capisco subito che è brilla, e siamo solo a inizio serata.

Scuoto la testa e mi giro dall’altra parte. Il cuore mi salta in gola: è Chase, all’entrata della palestra. Porta dei jeans, una camicia blu e gli anfibi neri. Non è la classica tenuta da ballo, ma fa la sua figura.

Scruta i volti tra la folla finché il suo sguardo non si posa su di me. Per un attimo, in questa stanza non c’è nessuno a parte noi.

Si sposta al mio fianco senza neanche darmi il tempo di reagire. ? così vicino che le nostre mani si sfiorano. Un contatto leggero, quasi assente, che si fa sentire con la forza di una scarica elettrica. Il senso di colpa fa di nuovo capolino alla bocca dello stomaco.

?E tu che ci fai qui?? gli chiedo. ?Odiavi serate come questa o sbaglio??

?Mi hai scritto che andavi al ballo. Non potevi mica aspettarti che me ne stessi a casa.?

?E perché??

Contrae le labbra come se stesse trattenendo un sorriso. ?Morivo dalla voglia di vederti con un vestito rosa.?

?Ti odio.?

Mi squadra da capo a piedi. ?Mi piace.?

Faccio finta che non m’importi. ?? solo un vestito.?

?No? ribatte, guardandomi dritto negli occhi. ?Sei tu.?

Mi sento avvampare. Mi schiarisco la gola nel tentativo di mantenere la voce ferma. ?Non dovremmo parlare. C’è Everett.?

?Sì, e non stiamo facendo niente di male. Stiamo solo parlando.?

?Sei serio? Non ti senti in colpa??

?No. Non state insieme.? Si passa una mano tra i capelli. ?Non sopporto i drammi, e a Everett non piacerebbe se lo trattassi con i guanti. ? grande e vaccinato, se ne farà una ragione. Ma lo capisco, se non vuoi che qualcuno ti veda parlare con me.?

?Chase...?

La sua mano sfiora di nuovo la mia. Trattengo il respiro, strappandogli un sorriso. ?Rilassati. Non ho intenzione di fare casini. O credi che non sappia essere discreto??

E. Kennedy's Books