Thornbird(92)



?Quel tizio aveva scritto “Fbi” in fronte? diceva, tutto fiero, ieri sera. L’hanno intervistato alla tv nazionale. Ha deciso di spremere per bene i suoi quindici minuti di celebrità. ?E quindi mi sono chiesto, cioè, perché mai una ragazza a caso dovrebbe incontrarsi di nascosto con un agente dell’Fbi? E così il primo pezzo del puzzle è andato al suo posto. E ho cominciato a scavare più a fondo su Ryan.?

A quanto pare quel giorno, quando gli ho detto che dovevo vedermi con ?un’amica?, non sono stata abbastanza convincente. Mi ha vista andare via in macchina con l’agente Foster, ha fatto due più due, e da lì ha cominciato a sbrogliare la matassa, distruggendo la copertura che Maggie e Dan mi avevano procurato. Alla fine è arrivato ad Allentown, dove ha collegato Maggie alla nonna, e la nonna a me.

Non ho idea di come ci sia riuscito, ma ha persino rintracciato l’assistente sociale che aveva preso in carico il mio caso dopo la morte dei miei. Il mio fascicolo personale era secretato, ma in qualche modo Logan Zellman è riuscito ad averlo. Come sempre, si rifiuta di rivelare le sue fonti, ma nell’ultima intervista ha ammesso che a volte ha dovuto tirare fuori i soldi per convincere la gente a parlare.

Una volta che ha ottenuto il nome di mia nonna, è stato facile trovare il deposito. Ha corrotto qualcuno anche lì ed è entrato. Maggie si è attaccata al telefono e si è messa a urlare contro il responsabile, dicendogli che si è fatto fregare dei documenti privati sotto il naso.

Ma ormai la mia identità è di dominio pubblico e i giornalisti danno la caccia agli Shipley. Vogliono interviste, dichiarazioni. I podcaster piombano su di me da ogni angolo del Paese. Chissà come, anche il mio indirizzo email è finito in rete, e adesso ho la casella che scoppia di messaggi: da parte della stampa, della comunità del true crime, di tizi a caso che non possono proprio fare a meno di spiegarmi che devo marcire all’inferno per quello che ha fatto mio padre.

Bella la vita, eh?

Le uniche persone che ancora mi parlano a scuola sono Mar e Ty, e pure con loro in qualche modo è cambiato tutto. A volte becco Mar che mi fissa in modo strano, come se si fosse ricordata d’un tratto che mio padre ha ucciso delle donne innocenti. Però né lei né Ty hanno mai tirato fuori l’argomento. A dirla tutta, credo che abbiano paura di chiedere.

Chase mi scrive di continuo, ma non visualizzo quasi nessuno dei suoi messaggi. Quando mi ha riportato a casa, dopo il ballo, non ha insistito per farmi parlare. Non ha preteso di avere risposte, e gliene sono grata. Continuo a ripetermi che prima o poi gli spiegherò tutto, ma anche se di solito non è uno che giudica, questa storia... la rivelazione che mio padre è un serial killer... non è una cosa che si può dimenticare come se niente fosse.

E non sopporto l’idea che anche lui possa iniziare a vedermi in modo diverso.

Everett, ovviamente, è in silenzio stampa. Da quella sera, neanche una sillaba. Questo semestre non abbiamo corsi in comune e non l’ho mai incrociato nei corridoi. Mi sta evitando, è chiaro, e ho sentito dire in giro che ha rotto con Chase.

Mi fa male. Più di quanto voglia ammettere.

Con la mia semplice esistenza, ho distrutto la vita di tutti.

Il weekend dopo il ballo suonano alla porta. Io sono stesa sul divano, perché al rifugio per animali non ci vado più. Da vera codarda, mi sono dimessa. Per messaggio. Il pensiero di rivedere JP, sapendo che ormai tutti conoscono la mia identità, mi fa venire la nausea.

Sento la voce di mio zio dal corridoio. ?Ho detto no. E adesso fuori dalla mia proprietà o chiamo lo sceriffo.?

?Andiamo, signor Shipley. Lo sa che ho ragione. Sua nipote ha una storia, e il mondo ha bisogno di ascoltarla.?

Quando sento la voce supponente di Zed, mi irrigidisco.

Che faccia tosta. Non gli basta avermi rovinato la vita?

Mentre Dan cerca di toglierselo di mezzo, la mia rabbia cresce. Lo stronzo è determinato e non molla, ha pure alzato la voce per farsi sentire dentro casa.

?Gabrielle! Lo so che sei lì! Esci e vieni a parlarmi! Devi raccontare la tua storia, la gente ha il diritto di sapere!?

Una furia che non credevo di poter provare mi ribolle nelle vene. Prima ancora di rendermene conto, esco sul portico. Faccia a faccia con Zed.

?Come osi? Mi hai rovinato la vita davanti a tutta la scuola e adesso vieni a chiedermi un’intervista? Sei davvero così deficiente da pensare di potermi convincere??

Il suo sorrisetto soddisfatto vacilla appena. Non prova il minimo rimorso. Mi ha messo alla gogna e non se ne pente.

Anzi, riparte all’attacco. ?Ascolta, forse ho esagerato un po’, ma io faccio le cose in grande. ? il mio stile, Ryan. ? così che si cattura il pubblico.?

?Mi hai umiliata.?

Alza le mani per calmarmi, ma senza troppa convinzione. ?Niente di personale. ? solo per... soddisfare le aspettative della gente. Tutti vogliono una buona storia.?

Sbuffo. ?Tutti? I tuoi follower, forse, quelli che ascoltano i tuoi podcast. Hai trasformato la tua vita in un enorme clickbait, Zed. Sei uno stronzo.?

?E tu sei la figlia di un famigerato serial killer. Una notizia bella grossa. La gente vorrà sentire la tua versione, il tuo punto di vista.?

?Il tuo punto di vista, vorrai dire. Hai già deciso chi sono. Credi di conoscermi, ti sarai inventato chissà quale storia contorta su di me, ma è tutto sbagliato. Tutto.?

E. Kennedy's Books